Canone RAI, ora PC

Il canone RAI è un furto pubblico che va avanti da troppo tempo: tanti decidono di non pagarlo, altri dichiarano di non avere (più?!?) il televisore, pochi rispettano la legge.

Nonostante questa denuncia sociale che già da diversi anni viene portata avanti da non pochi cittadini, l’ex ministro delle comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha firmato a fine dicembre 2007 un decreto che ha previsto l’aumento di ben 4,40 euro del canone: si è passati da 99,60 a 104 euro/anno!

Questa “leggera” modifica, definita “un allineamento al tasso d’inflazione”, frutterà allo Stato un introito maggiorato di 70 milioni di euro .

Ma perchè tanto odio rispetto a questa imposta? Principalmente perchè il servizio è davvero “sotto gli occhi di tutti” e quindi un’offerta spazzatura a pagamento non è sempre comunemente e pacificatamente accettata….e aggiungo: “ci mancherebbe !!!”

Con qualche piccola e rara eccezione, ciò che noi cittadini siamo costretti a pagare sono le trasmissioni di basso livello culturale ed educativo.

E’ già molto discutibile il fatto che ci siano programmi ignoranti come Il Grande Fratello e Uomini&Donne (perlomeno non li paghiamo), ma che lo Stato, per battere la concorrenza, si comporti nello stesso modo con “L’isola dei famosi”, “Soliti Ignoti” “I pacchi”…ecc…..è un discorso che proprio non va.

Ma attenzione: non va, non perchè tutti i programmi devono essere educativi, seri, realisti …ma principalmente perchè quelli mancanti dovrebbero invece essere i programmi di punta sui quali poter anche giustificare l’imposizione fiscale.

La notizia che mi ha portato a scrivere questo piccolo articolo la potete trovare qui.

Ora anche chi non ha, sul serio, un televisore sarà tenuto a pagare l’odiosa imposta. Questo perchè attraverso internet è possibile vedere anche la televisione con programmi sempre più intuitivi e facili da utilizzare. Il ragionamento però non regge perchè chi compra una televisione si pensa che la utilizzi per guardare i programmi; chi invece un computer, nonostante l’evolversi tecnologico dello strumento e dei relativi software, per lavorare.

Non è detto che chi abbia un computer, abbia anche una connessione a internet che permetta di visulizzare la Tv; non è detto, soprattutto, che chi abbia una connessione a internet sia interessato a vedere questa televisione.

A mio modesto parere è un tentativo abbastanza “poveretto” di allargare il raggio d’azione cercando di giustificare la scelta e cercando di far mandare giù il groppone ai cittadini sostenendo “è la norma che lo impone, mica noi!”.

Mah….Sono fiero di aver acquistato il servizio di Sky in quanto riesco a vedere dove finiscono i soldi che ogni mese spendo per l’abbonamento. Una scelta decisamente migliore per qualità e quantità. Il costo? Senza considerare tutte le offerte che ci sono ogni momento, è 1 volta e mezzo più alta dell’attuale canone……ma il prossimo anno sarà la stessa cosa? E’ da aggiungere, perevitare spiacevoli malintesi, che l’abbonamento sky non è alternativo rispetto al canone Rai, purtroppo!

Niccolò Picotti

1 Commento

  • Sono d’accordo con te che il canone Rai è un furto … ma 1) anche io sapevo che in realtà non è un canone Rai, ma una tassa sulla tv e 2) se allo Stato servono soldi (magari da dare alla Rai) che li prenda con un canone sulla tv o con una tassa su qualsiasi altra cosa cambia poco …!
    L’unica cosa da sperare, secondo me, è che lo Stato cominci a chiedere meno soldi ai cittadini! Questa comunque è una mia oppinione, altri potrebbero pensare che è giusto dare molti soldi allo Stato affinchè questo fornisca tutti i servizi necessari (… ma allora che non si lamentino delle tasse).


Lascia un commento