Questo sta a dimostrare che non io ero il renitente alle primarie quando le ho dichiarate strumentali e tardive. Tant’è che sono bastate due settimane per dimostrare come questo invocato strumento di partecipazione fosse per gli strateghi dei partiti del tutto inutile.E proprio perché ho sempre creduto alla validità delle primarie ho avvedutamente declinato l’invito a partecipare al gioco. Se le primarie fossero state indette quando io le chiedevo e cioè un anno fa non ci troveremmo di fronte a un candidato confezionato su misura degli apparati.
Abbiamo seguito tutti sulla stampa la melina dei no e dei forse del Rettore; ora a quanto pare, pressioni più convincenti gli hanno fatto superare ogni indugio, compreso il patto con il suo senato accademico.
Sia chiaro che il mio giudizio non riguarda la persona, né di Honsell così come non riguardava quella di Bertossi. Ma di fronte a questi metodi, ora mi convinco ancor di più di aver fatto bene a candidarmi perché la città ha bisogno di dare un segnale forte contro la vecchia politica fatta di manovre che tutto riguardano fuorché gli interessi della gente. Per questo andrò fino in fondo, a testa alta e con la coscienza di essermi messo al servizio di una causa giusta che la gente saprà capire e sostenere.
Resta forte l’interrogativo di quanta vera passione verso la cosa pubblica e i cittadini ci sia nel cuore di una persona che dopo i tutti i “grazie, ma non posso” che abbiamo letto sulla stampa, di colpo si scopre vocato a così alta missione.
Andrò sereno fino in fondo, convinto che una candidatura della città per la città risveglierà il miglior orgoglio degli udinesi. Tra pochi giorni presenterò il mio programma e la mia lista.
Gianni Ortis
In pieno accordo con quanto espresso nella presente lettera, anche noi di Udivenire riteniamo che la recente candidatura di Honsell nelle file del PD sia una manifesta espressione delle logiche di partito, vecchie e poco rappresentative dei cittadini.
Riteniamo inoltre che non ci si debba fermare ad una semplice protesta, ma occorra anche e soprattutto prendere posizione attivamente per dimostrare un interesse concreto al cambiamento.
Sempre più convinti dello slogan “dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere”, abbiamo deciso di dare la nostra disponibilità per la campagna elettorale dell’avvocato, sostenendo Mattia Paladin e Niccolò Picotti, due dei fondatori del blog, per la candidatura al Consiglio Comunale, nella lista civica “Domani è Udine con Ortis”.
Udivenire
2 Commenti
Marzo 5, 2008 alle 5:57 pm
Purtroppo sto seguendo poco la politica udinese, ma concordo totalmente con l’articolo. Queste candidature calate dall’alto senza un minimo di coinvolgimento della cittadinanza non fanno altro che mantenere il distacco politica/cittadini. Ben vengano le candidature di persone in mezzo alla gente, che sono presenti e cercano il coinvolgimento di giovani (siamo noi il futuro, basta nomenclature di partito!) e cittadini e la comunicazione diretta.
In bocca al lupo a Mattia e Nicolò!
Marzo 5, 2008 alle 6:00 pm
Il 13 e 14 aprile siamo chiamati ad eleggere il nuovo sindaco e il nuovo consiglio comunale. E’ un appuntamento importante per la vita democratica della città perché i cittadini sono chiamati a scegliere i loro amministratori. Purtroppo questa possibilità di decidere non sempre è reale, infatti sono già all’opera quanti intendono ridurre questo appuntamento a un fatto poco più che formale, lasciando agli elettori solo il compito di ratificare scelte preconfezionate dai poteri forti, fuori dalla città e sulla sua testa.
In questi ultimi anni il Friuli e Udine hanno perso gran parte del loro ruolo politico. Ne è testimonianza la assoluta mancanza di rappresentanti nel governo nazionale, ai vertici della regione e alla guida regionale dei partiti. Non si tratta di un problema di immagine, ma di essere nella condizione di incidere sulle scelte che contano. Nell’indebolimento del Friuli ha certo giocato anche l’atteggiamento di Udine, che non ha saputo colloquiare adeguatamente con il territorio, finendo per essere da questo vista come una controparte e non come un elemento di traino. Ma soprattutto hanno giocato i poteri esterni alla città e una inspiegabile sudditanza politica della dirigenza locale.
Quello che a noi appare chiaro è che né il Friuli né Udine potranno recuperare il loro ruolo se non si renderanno conto che dipendono l’uno dall’altro. Il Friuli sarà forte se Udine sarà forte, e Udine avrà ruolo e peso solo se saprà collegarsi e mettersi in sintonia con gli altri comuni.
Per conseguire questo risultato è innanzitutto necessario recuperare, con uno scatto di orgoglio, la propria autonomia decisionale, sottrarsi a vassallaggi politici e rompere con i giochi di potere che in cambio di piccole rendite di posizione personali umiliano il grado di legittima rappresentanza di una intera collettività.
Udine non ha bisogno né di farsi indicare il sindaco da governatori-padroni, né di essere guidata da personaggi televisivi: ha bisogno solo di buoni amministratori, che abbiano a cuore i problemi della città, che garantiscano coerenza e trasparenza, sappiano dialogare con il territorio friulano e abbiano la volontà di rapportarsi con dignità e autonomia con gli altri soggetti istituzionali. Ha bisogno di qualcuno che ridia alla sanità locale l’eccellenza che aveva, che pensi più agli asili nido che alle aiuole, che stimoli la vita civile ed economica del tessuto urbano, che trasformi le periferie in aree urbane con pari dignità delle altre, che dia ai giovani la voglia di rimanere nella loro città e agli anziani la garanzia che c’è attenzione ai loro problemi. Ha bisogno soprattutto di dare ai cittadini la possibilità essere protagonisti, di avere il diritto di fare proposte e la possibilità di controllare gli atti della amministrazione, rendendo pubbliche le sedute di giunta e immediatamente accessibili gli atti deliberativi.
Un fatto nuovo ci fa ora ben sperare: è la candidatura a sindaco di Gianni Ortis, osteggiata dalle consorterie e dai palazzi del potere ma appoggiata dal basso.
Una candidatura che rappresenta una novità nei metodi e nei contenuti, ed è garanzia di rettitudine, professionalità e impegno.