Da tempo il candidato Gianni Ortis ha proposto un confronto pubblico con il candidato del Partito Democratico. Di recente la proposta è stata estesa anche al neo candidato del PdL Enzo Cainero.
In entrambe le occasioni però i due candidati di partito hanno declinato l’invito.
Come mai? La risposta non è così scontata. Ci possono essere diverse chiavi di lettura di questo atteggiamento.
La più probabile è il timore del confronto pubblico.
Non si può negare che chiunque rischierebbe di trovarsi in difficoltà con chi, libero da ogni condizionamento, si è organizzato per tempo e porta avanti da quasi sei mesi la propria candidatura con un attento scrupolo democratico.. Non si può neanche nascondere che qualsiasi candidato non potrebbe affrontare con la stessa cura e con equivalente cognizione i temi fondamentali della città e per la città che l’avvocato Ortis discute pubblicamente ogni giovedì, favorendo un dibattito serio e democratico.
Ma come dar torto a questi due candidati di partito? Si sono fatti entrambi avanti dopo pubbliche rinunce……hanno deciso di farsi candidare rispettivamente a 2 mesi e 1 mese e mezzo dall’impegno elettorale: non possono quindi essere pronti ad un confronto pubblico per il semplice fatto che non conoscono, se non sommariamente, le esigenze dei cittadini, essendo portatori di interessi cumulativi ed indistinti.
Ecco allora che si spiega questa continua rinuncia e questo ripetuto “insabbiamento” dell’iniziativa: la forza dei due candidati di partito non è una forza di qualità o comunque una forza nei concetti; la loro, è una forza mediatica, data dalle continue apparizioni sui giornali che ripetono sempre tutto e niente. Il programma non deriva dai cittadini come nel caso della lista civica “Domani è Udine con Ortis”, ma deriva dalle proposte di partito, sempre meno condivise e sempre meno rappresentative di quelli che sono i reali interessi e problemi del singolo.
Ogni udinese nella cabina elettorale dovrebbe tenere conto anche di questa significativa situazione, se vuole veramente godere di un po’ di aria fresca e di rinnovamento politico; noi elettori per un verso non siamo messi nella posizione di poter apprezzare fino in fondo la qualità dei programmi, quale può emergere da un confronto dialettico tra i vari candidati e per altro verso non possiamo rimettere questo obiettivo alle cronache dei quotidiani che, come abbiamo potuto appurare sino ad ora, non garantiscono nè una ugual rappresentanza e pubblicità, nè tanto meno la stessa trasparenza e univocità che potrebbe dare un confronto pubblico.
Niccolò Picotti
3 Commenti
Marzo 11, 2008 alle 1:36 pm
Spero ci possa essere quanto prima una tavola rotonda pubblica, con domande selezionate, da parte dei cittadinia e della stampa ai candidati a sindaco-con un buon moderatore!- e rimando a quanto ho scritto oggi su viviudine: che fine hanno fatto gli altri?
Marzo 11, 2008 alle 2:23 pm
cara paola ho letto e apprezzato il tuo commento su viviudine (come puoi vedere anche dalla risposta).
L’idea della tavola rotonda pubblica è un passo fondamentale che però, per come stanno le cose, non verrà sicuramente fatta. Bisognerebbe alzare un netto polverone su sta vicenda, ma nessuno ha il coraggio, la voglia (o meglio) l’interesse a farlo….iniziamo a chiederci “perchè?”!!!
Marzo 17, 2008 alle 12:38 pm
il confronto pubblico è un atto di rispetto verso i cittadini. So che il candidato ortis lo sta organizzando per il tre aprile prossimo in piazza san giacomo. Ho visto che i quotidiani non hanno quasi toccato l’argomento. vivo a udine da dieci anni e non mi risulta che niente del genere sia mai stato fatto. ci vuole un polverone vero, cominciamo a chiedere spiegazioni anche ai direttori di questi giornali, il loro criterio nel pubblicare o meno una notizia. e soprattutto chiediamo a tutti il perchè una cosa elementare come il confronto pubblico metta così tanta paura. non molliamo su questo punto.