Morbo di Minamata

E’ la malattia dovuta a intossicazione da mercurio, descritta per la prima volta nel 1956 nella baia di Minamata, nell’isola giapponese di Kyushu. Il morbo determina parestesie (cioè alterazioni della sensibilità), perdita della coordinazione motoria, danni alla vista e all’udito, tremori, convulsioni e danni al cervello; è spesso letale ed è all’origine di malattie congenite del feto.

Nel 1968 il governo giapponese riconobbe ufficialmente la correlazione tra il morbo di Minamata (che ha prodotto danni permanenti a decine di migliaia di persone e causato centinaia di decessi) e l’inquinamento da scarichi di mercurio (riversati nelle acque marine dall’azienda chimica Chisso Minamata). Il composto nocivo, immesso per oltre trent’anni fino al 1966, era assorbito da molluschi e crostacei, di cui si nutrivano i pesci successivamente pescati dall’uomo; a ogni passaggio, il pericoloso contaminante si concentrava negli organismi, raggiungendo infine livelli notevolmente tossici negli esseri umani. Si trattava quindi di un fenomeno di amplificazione biologica.

Da allora furono intentati numerosi procedimenti civili, da parte di gruppi di malati o parenti di persone decedute per il morbo, contro il governo, considerato responsabile di norme troppo restrittive nel riconoscimento della malattia e nell’esenzione dalle spese mediche. Solo nell’ottobre del 2004 la Corte Suprema ha dichiarato enti locali e governo responsabili del disastro ecologico di Minamata e ha intimato il pagamento di risarcimenti, decisione che ha però solo in parte soddisfatto le parti lese. Si calcola che nel contenzioso siano coinvolte ben 30.000 persone che attendono il riconoscimento della propria malattia.

Nel luglio 1997, dopo la dichiarazione del governatore della prefettura di Kumamoto in merito alla sicurezza del consumo di pesce e molluschi della baia, furono rimosse le reti che per un trentennio avevano impedito al pesce contaminato dal mercurio di disperdersi in mare aperto: l’atto ebbe anche il valore simbolico di “lasciarsi alle spalle” la pesante eredità dell’immenso danno ambientale causato dall’inquinamento industriale.

(Tratto da http://it.encarta.msn.com).

A completamento del quadro tracciato sul mercurio e tornando a parlare di normativa comunitaria, entro il 2011 è prevista la chiusura delle miniere di mercurio, a cui seguirà il divieto di esportazione dello stesso dall’UE. Questo sarà sicuramente un traguardo importante, perché sostanzialmente eliminerà la presenza del mercurio (trattato) dagli Stati membri.Bisogna però vedere che cosa accadrà a livello globale, posto che i limiti descritti hanno efficacia solo all’interno del territorio della Comunità Europea e non sono stati conclusi accordi internazionali con efficacia verso tutti gli Stati contenenti divieti così rigidi, almeno che io sappia.Essendo il mercurio un problema che riguarda il Pianeta in modo globale, occorre una risposta globale.

Giorgio Ortis

Lascia un commento