Auto&Comune

Per questo intervento ho scelto un profilo bipartisan: infatti, riguardo agli automezzi del Comune mi permetto di riportare due idee, una presa da un comune di centrodestra (Verona) e l’altra da un comune di centrosinistra (Ferrara).

Il sindaco del primo, un giovane leghista dai comportamenti a volte discutibili, ha però avuto una brillante idea: oltre a limitare pesantemente l’uso degli automezzi comunali per gli assessori, cosa che penso a Udine già si faccia, ha eliminato l’auto del sindaco, sostituendola con una macchina datagli in comodato d’uso da un concessionario.

Come ha fatto? Semplice, il concessionario ha la possibilità di mettere la pubblicità sulle fiancate; così il sindaco non ha speso soldi dei contribuenti per comprarsi il mezzo di trasporto di rappresentanza.

Il primo cittadino scaligero ha trovato disponibile un’Audi A6, automobile bella, ma non certo tra le più ecologiche. Se quello di Udine decidesse di prendere un’iniziativa analoga, suggerirei che cercasse di farsi dare un’auto a basso impatto ambientale. Direi che è assai più importante un veicolo che consumi poco rispetto ad uno che faccia bella figura (poi mica tutte le auto ecologiche sono brutte, anzi!).

Sempre sul profilo dell’attenzione all’ambiente, assai notevole è la scelta dell’amministrazione di Ferrara; pochi anni fa infatti è stato deciso un riassetto dei veicoli a disposizione del personale del Comune (non solo vigili urbani, ma anche impiegati di ogni tipo) e la scelta è caduta sulle Toyota Prius, berline di media dimensione, all’avanguardia nella tecnologia a metano/gas, assai silenziose, e ovviamente, poco inquinanti.

La scelta estense è stata radicale (il parco mezzi sostituito era veramente notevole, tanto da essere messo in mostra sulla piazza centrale della città per qualche giorno) e da noi non sarebbe necessario fare così, basterebbe sostituire i veicoli pian piano, ogni volta che si decide di eliminare i più vecchi.

Certo, il costo di un’auto a doppia alimentazione è leggermente più alto di quello di un veicolo normale, ma il carburante ha un prezzo decisamente inferiore e inquina molto meno.

Comunque, facendo un calcolo “a spanne” (che andrebbe certo verificato), il costo maggiorato del mezzo a propulsione mista GPL/benzina, verrebbe ammortato dopo poco più di 100.000 km di uso del veicolo a propulsione ecologica (da quel momento in poi, giova sottolinearlo, si inizia a risparmiare).

Certo non inciderà significativamente sul tasso di polveri sottili (anche se, va detto, l’auto campione, dichiara la casa produttrice, produce 146 g/km di CO2 a benzina e solo 114 a metano, un quarto parecchio abbondante in meno!), ma è importante anche dare il buon esempio no?

 

Davide Vieni

8 Commenti

  • E’ un’iniziativa molto interessante. Sarebbe bello che il primo cittadino desse l’esempio di limitare i consumi anche nella scelta dell’automobile. L’unico problema che si pone è, appunto, nella scelta della macchina. Come fare se più di una casa automobilistica, per farsi pubblicità, fosse interessata all’iniziativa? Come scegliere “senza fare un torto a nessuno” di fronte a più proposte ugualmente vantaggiose?

  • Non conosco bene i dati di confronto tra i modelli iper ecologici di cui parli tu e quelli più famosi euro 4 o euro 5.
    Sottolineo questo fatto perchè, a mio modesto giudizio, 100.000 km sono tanti, troppi…
    Proprio negli ultimi tempi sto cercando di screditare la mia macchina “familiare” agli occhi dei miei genitori perchè ha superato età 150……
    Resta sicuramente l’interrogativo di Giorgio che potrebbe essere forse risolto, a parità di prestazioni con il motto “chi prima arriva, meglio alloggia”.

  • … si fa una gara, ma non a chi arriva prima. Il comune fissa gli standard minimi e le imprese interessate (concessionari, ecc.) presentano un’offerta. easy, no?

  • Concordo con Geronimo,
    inoltre le imprese interessate se vogliono magari possono fornire servizi aggiuntivi, come non so, manutenzione gratuita del mezzo…
    Riguardo al fatto che 100.000 km sono troppi… non so, normalmente le auto aziendali vengono cambiate dopo molto di più… ponendo un minimo di 20.000 km anno in 5 anni l’ammortamento non sarebbe male…

  • E se il sindaco nei sui spostamenti in centro città (preferenziali credo) usasse la bicicletta? Mi sembra molto più logico, ASSAI meno costoso e ancor più dimostrativo.

  • E’ vero che il sindaco potrebbe usare la bicicletta per gli spostamenti cittadini di prossimità; credo possa anche andare a piedi; ma spero lo faccia già (o almeno lo immagino dato il trascorso atletico del primo cittadino)!
    L’auto di servizio penso però sia essenziale per un sindaco, per gli spostamenti nelle zone cittadine limitrofe oltre un determinato chilometraggio. Mica si può pretendere che quel poveraccio (indipendentemente da chi sarà) si faccia 8 km in bici sotto la pioggia ad esempio!
    Certo è che si potrebbe istituire a fianco all’auto del borgomastro anche la bici del borgomastro, per invogliare i cittadini a usare le piste ciclabili!

  • Ahi…….toccato un tasto dolente: piste ciclabili :D
    Secondo me l’idea di creare uno spazio dedicato ai soli “ciclisti” è stata sicuramente buona e lodevole.
    Nella pratica però era assai difficile riuscire a “trasformare” la città in modo da organizzare un percorso ciclicabile efficiente e continuo.
    Come tutti possiamo notare si è infatti arrivati ad una vera e propria situazione intermedia.
    Farò un esempio: in via Anton Lazzaro Moro è stata diminuita la corsia per le macchine per far spazio sulla destra alla pista ciclabile. Ci sono numerosi difetti. In primis c’è il problema che non appena si arriva in via Mantica la pista magicamente scompare (era impossibile crearla anche lì!); poi c’è il discorso di tutte le macchine che regolarmente parcheggiano in sosta all’interno della pista…..
    Per andare in centro utilizzo quella strada ogni volta e ogni volta mi ritrovo a dover “zigzagare” tra pista e strada per evitare le suddette macchine, nonchè rischiare l’incolumità in via Mantica per via della strettissima carreggiata, ridotta ulteriormente dalle autovetture che, anche lì, sostano sul marciapiede.
    Senza voler essere “disfattista” suggerirei, a chi di dovere, perlomeno un controllo maggiore sulla regolarità delle soste….iniziamo ad utilizzare con intelligenza lo strumento delle multe……….

  • E’ vero che le piste ciclabili hanno comportato numerosi inconvenienti sulla circolazione delle macchine, offrendo peraltro un percorso spesso interrotto ai ciclisti.
    Bisogna però considerare il motivo per cui il comune ha scelto di disporre le piste ciclabili in questo modo: disincentivare l’utilizzo dell’automobile, rendondolo più gravoso. Così chi non ha necessità impellente di spostarsi in auto (perchè ad es. deve coprire lunghe distanze) è indirettamente incentivato a trovare soluzioni alternative e magari meno inquinanti.
    Questo perchè siamo di fronte a un dato di fatto: il traffico cittadino è troppo intenso. Lo dimostrano i rilevamenti di questi giorni, che hanno registrato uno sforamento costante dei livelli soglia delle polveri sottili. Bisogna smettere di usare la macchina anche per andare in bagno!
    Altro problema invece è quello delle auto in divieto di sosta: oltre a essere segno di inciviltà, il fatto che ci siano macchine parcheggiate in una pista ciclabile vuol dire che i controlli sono praticamente assenti. Quando invece in altre zone della città, soprattutto nei parcheggi a pagamento, sono anche troppo numerosi. Ha ragione Niccolò quando dice che occorre utilizzare con intelligenza lo strumento delle multe!


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