Scuola Elementare (pardon, Primaria, sono d’altri tempi ormai) Lea D’Orlandi, via Sabbadini Udine; tetto: piatto.
Scuola Primaria G. Rodari, via Val di Resia, Udine; tetto: piatto.
Palamostre, Udine, tetto: inclinato con un lato che guarda a sud, sud est.
Tutte queste strutture urbane sono di proprietà del Comune di Udine e, ovviamente, i loro tetti sono completamente inutilizzati (ci credo, insomma, che ci puoi fare su di un tetto normalmente a parte piazzarci antenne?).
Ebbene, come al solito le mie idee sono frutto di una rielaborazione di progetti sperimentati già da altri (report 16 marzo), ma che hanno dimostrato la possibilità di perseguire nuove vie di sviluppo a noi magari sconosciute.
Attualmente il costo previsto per il 2008 in termini servizio elettrico (a noi cittadini non è dato sapere nel detteglio cosa sia, visto che pubblicare il bilancio del comune acciocché tutti vedano come sono gestiti i soldi pubblici non è usanza diffusa nel capoluogo friulano) è di 863.200 Euro, e per l’anno successivo è previsto un raddoppio. Insomma, una bella cifretta… considerando anche che il costo dell’energia elettrica sale sempre più con il voluttuoso volgere del prezzo del petrolio.
Che fare allora? Pochi sanno dell’esistenza del c.d. ContoEnergia, una inziativa del 2003 recentemente rafforzata dalla finanziaria 2008 e che consente di avere forti agevolazioni per la costruzione di un impianto che genera energia fotovoltaica. In soldoni funziona così: tu costruisci un impianto solare e GSE (il gestore della rete elettrica) ti corrisponde un incentivo quantificato ai Kilowatt prodotti dall’impianto e in più compra l’energia che produci in eccesso ad una tariffa agevolata (più di due volte il prezzo a cui l’enel vende attualmente l’energia elettrica ai privati).
Con questo procedimento si rientra nel costo dell’investimento in 10 anni circa (qualcosina in più ad esser sinceri, 10 anni e mezzo), ma l’accordo di agevolazione ne dura 20.
Cosa può c’entrare questo con il ns. amato comune? Semplice: la procedura non è solo a disposizione dei privati, ma anche di enti pubblici. Dunque anche Udine potrebbe accedere ai contributi del ContoEnergia senza problemi, installando gli impianti proprio su quel grande numero di proprietà dal tetto piatto che possiede; non occuperebbe ulteriore spazio e farebbe bene alla natura. Con l’energia ricavata potrebbe dare potenza all’illuminazione pubblica.
Resta un problema: considerando che il costo del progetto sarebbe decisamente forte (si parla di 6500/7000 euro a Kwh di potenza), sarebbe necessario reperire le risorse necessarie, senza per questo sconquassare il comune. Recentemente un sacco di banche hanno creato sistemi di finanziamento per operazioni del genere disponibili anche per soggetti pubblici (eccone un esempio), con possibilità di erogare anche importi rilevanti, dilazionabili in svariati anni.
Sarebbe quindi possibile portare la città sempre più verso uno sviluppo sostenibile, senza rimetterci, un’idea da considerare seriamente no?
Davide Vieni