Come razionalizzare il sistema di raccolta dei rifiuti attualmente esistente nella città?
1)RENDERE PIU’ CONOSCIBILI I PUNTI DI RACCOLTA DEI RIFIUTI.
Essi sono equamente distribuiti nelle varie zone della città ed anche abbastanza numerosi, ma spesso non si sa con esattezza dove essi si trovino, o quale sia il più vicino alla propria abitazione. Per non parlare poi dell’esatta ubicazione dei punti di smaltimento di pile o medicinali scaduti: tali rifiuti, infatti, essendo altamente inquinanti devono essere smaltiti in appositi cassettoni di colore bianco e blu che si trovano presso alcuni tabacchini o farmacie. Ma quali con esattezza non è dato sapere.
In quest’ottica si potrebbe pubblicare sul web una mappa della città ove siano indicati con chiarezza tutti i punti di raccolta dei rifiuti: isole ecologiche, con specificazione dei cassonetti adibiti alle diverse categorie di raccolta (umido, vetro, plastica, carta, indifferenziato etc.); punti di smaltimento di pile esaurite o medicinali scaduti; eventuali altri punti di smaltimento, come ad esempio quelli per i termometri al mercurio o per gli occhiali rotti.
All’argomento in questione si potrebbe dedicare una pagina sul sito del Comune, facilmente raggiungibile da tutti: essa potrebbe indicare le varie modalità di raccolta dei rifiuti al momento attive in relazione alle diverse zone della città (raccolta differenziata porta a porta o mediante appositi cassonetti, categorie di differenziazione dei rifiuti etc.).
Inoltre dovrebbe esser predisposto un link al sito della Net, ente che si occupa della raccolta dei rifiuti, ove sia allestita ed aggiornata (possibilmente in tempo reale) la mappa interattiva di cui sopra.
L’idea di affidare alla Net la gestione della mappa dipende dal fatto che risulta più semplice e rapido aggiornarla all’ente che gestisce direttamente la raccolta dei rifiuti.
In questo modo ognuno potrebbe sapere in qualsiasi momento l’esatta collocazione di ogni cassonetto presente nel territorio del comune, con il conseguente vantaggio di potersi disfare della propria immondizia nel modo più rapido ed ecologico possibile.
2)AUMENTARE I PUNTI DI RACCOLTA DI PILE ESAURITE, MEDICINALI SCADUTI ED ALTRI RIFIUTI ALTAMENTE INQUINANTI.
In questo senso, prendendo a modello il Comune di Ferrara, si potrebbe allestire dei punti di raccolta ad hoc presso i maggiori esercizi commerciali della città: grandi centri commerciali e super-mercati.
Così si diminuirebbero ulteriormente le difficoltà del cittadino nel localizzare il luogo ove disfarsi correttamente di questi rifiuti, consentendogli di farlo anche simultaneamente allo svolgimento di altre incombenze della vita quotidiana, come ad esempio la spesa; inoltre si scongiurerebbe il rischio che i rifiuti in questione finiscano nell’immondizia indifferenziata, con grave danno per l’ambiente.
Ovviamente anche questi punti di raccolta dovrebbero essere indicati nella mappa interattiva di cui al punto 1).
3)ASSICURARSI CHE LE ISOLE ECOLOGICHE SIANO COMPLETE.
Spesso può capitare che, per ottemperare alla raccolta differenziata, ci si renda conto che non siano presenti nello stesso luogo tutti i cassonetti occorrenti al benefico scopo, con il fastidiosissimo inconveniente di trovarsi costretti girare mezza città per buttare via la spazzatura.
Questo disagio sarebbe facilmente superato controllando che le isole ecologiche comprendano effettivamente tutti i cassettoni che occorrono per una corretta raccolta differenziata.
Assieme, questi tre semplici (forse all’apparenza banali) accorgimenti, consentirebbero di migliorare considerevolmente l’efficienza della raccolta dei rifiuti e di ridurre i disagi per i cittadini che non godono della comodità offerta dalla raccolta porta a porta: tutto a costo praticamente zero.
Giorgio Ortis
7 Commenti
Febbraio 27, 2008 alle 3:59 pm
Penso che ormai risulti a tutti chiaro che la prima mossa della prossima amministrazione comunale dovrà essere quella di dare largo spazio all’utilizzo corretto ed efficiente di internet.
In tantissimi post ci siamo infatti trovati a consigliare il web come strumento di informazione.
Anche qui, giustamente, una primo passo verso il cittadino è quello di tenerlo il più informato possibile con tutti i mezzi possibili.
Solo a quel punto, si potrà richiedergli e imporgli un determinato comportamento che, se si organizzano aree complete di cui al punto 3 dell’articolo, non risulterebbe scomodo e non comporterebbe grandi sacrifici!
Febbraio 28, 2008 alle 8:11 am
D’accordo con tutti e tre i punti scritti da Giorgio per la raccolta dei rifiuti con la mappa web , ma dovete pensare che non tutti hanno l’accesso a internet.
La popolazione anziana sta crescendo e la loro informatizzazione è dubbia; vabbè che la maggior parte di loro ha figli e nipoti informatizzati ma penso sia dovere della futura amministrazione inviare a tutti i nuclei familiari via posta istruzioni chiare e dettagliate su come gestire la raccolta dei rifiuti; mettere in pratica i buoni propositi non è semplice ed è importante il come fare oltre che il cosa fare.
Paola Galassi
Febbraio 28, 2008 alle 8:25 am
PS naturalmente l’opuscolo da mandare a tutte le famiglie di Udine dev’essere in carta riciclata (e l’uso della carta riciclata dev’essere ben sottolineato).
Paola
Febbraio 28, 2008 alle 9:38 am
Sono perfettamente d’accordo. L’informazione deve raggiungere tutti i nuclei familiari e internet non è da solo sufficiente a realizzare lo scopo. L’idea degli opuscoli è molto interessante, soprattutto per l’idea di utilizzare carta riciclata.
Mi sorge un dubbio però: mi sembrava di avere sentito che la carta riciclata non può essere utilizzata in stampanti fotocopiatrici o ciclistile perchè, a causa della sua particolare conformazione, si incepperebbe. E’ vero o ci sono degli strumenti compatibili anche con essa?
Febbraio 28, 2008 alle 11:02 am
Mah, forse potrebbero sorgere dei problemi con le stampanti di casa, perchè calibrate su carta “standard”: ma per stampare su grandi tirature sicuramente esistono macchine dedicate; o addirittura semplicemente giocando su alcuni parametri (velocità, quantità di inchiostro rilasciato…) si potrebbero usare senza problemi le stampanti tradizionali….cercherò di documentarmi meglio.
Comunque credo sia il problema minore, dal momento che lavori del genere vangono commissionati a specialisti e a chi sicuramente ha la tecnologia giusta: alla fine si può stampare proprio su tutto!
Febbraio 28, 2008 alle 11:59 am
La cosa mi fa piacere. Ma a questo punto mi sorge spontanea un’altra domanda: perchè ci sono montagne di carta riciclata inutilizzata?
E’ veramente un controsenso spendere per riciclare qualcosa che poi non sarà utilizzato, ma che anzi è destinato a finire negli inceneritori.
Mi sto riferendo a dati emersi da relazioni di esperti nel campo dei rifiuti che hanno sottolineato il problema in unincontro Punto-programma.
Febbraio 28, 2008 alle 12:48 pm
Il discorso è sicuramente molto complicato…ma come per moltissime altre cose temo che uno dei problemi è che sia il mercato (cioè noi) a decidere quello che vuole..
Qualche esempio? Mi vengono in mente i generi alimentari: per la maggior parte STANDARD.
Pensiamo alla pesca: le reti alla fine (a strascico ma anche no) tirano su tutto quanto, ma molti pesci NON vengono venduti perchè NON hanno un mercato, tutti vogliono solo orate e branzini…
Oppure: ci sono i consumatori folli che ad esempio vogliono avere le fragole a Natale: così o arrivano da molto lontano o si devenono coltivare in serra usando quantità stratosferiche di metano…
Come per altre cose anche per la carta bisogna partire di conseguenza dall’educazione… ma purtroppo tutto viene fatto secondo le logiche del mercato.
Rinunceremmo forse a stampare la nostra tesi di laurea su una bella carta? Potremmo…
Sceglierebbe un’azienda di stampare su carta riciclata i suoi cataloghi? Potrebbe…
La tecnologia quindi se non c’è già ora (ma dubito), si trova…