Seguendo una trasmissione di Rai Tre molto intelligente (Report) ho scoperto che il comune di Livorno, nel gestire gli appalti pubblici, applica, per quelli di minore entità, un sistema informatico che sveltisce le procedure.
Il funzionamento è assai semplice: le imprese interessate a partecipare a questi appalti semplificati debbono iscriversi presso un apposito sito internet (che qui trovate in collegamento).
Quando la P.A. deve fare un’appalto, lo pubblica sul sito internet di cui sopra, utilizzando un sistema analogo ad eBay, dove chiunque può vedere le offerte altrui e rilanciare.
Il risultato è che l’ufficio competente è decisamente meno congestionato da scartoffie e le gare sono gestite più speditamente.
Ovviamente non tutti gli appalti sono assegnabili in questo modo, alcuni debbono seguire la procedura tradizionale delle offerte in busta chiusa (la cui procedura è molto più lunga), ma molte acquisizioni potrebbero essere soggette al regime informatico (comprese magari quelle che normalmente sono fatte senza gara a causa della ridotta entità del valore) facendo risparmiare al comune tempo e denaro.
Inoltre, la pubblicazione di tutti i verbali è un grande indice di trasparenza, assai importante, non trovate?
Davide Vieni
4 Commenti
Febbraio 17, 2008 alle 11:35 am
Mi piace molto la trovata dell’ appalto informatico.
La morale che mi pare emergere dai tuoi 2 articoli , appaltare velocemente ed e-administration, è quella della necessità di informatizzare il comune.
Anche secondo me è un passo necessario che potrebbe portare numerosi vantaggi nella gestione globale della città, nonchè costringerebbe, più o meno, il cittadino ad imparare ad usare internet.
Ritornando all’argomento “appaltare velocemente”, penso che si dovrebbe determinare con estrema chiarezza i limiti di applicazione dell’appalto informatico nonchè garantire al cittadino la massima trasparenza e genuinità della gara.
Fatte queste premesse….gran bella idea!!
Febbraio 17, 2008 alle 11:48 am
Ti ringrazio per i complimenti, ma come ben vedi, in questo caso, non è tutta farina del mio sacco… soprattutto riguardo agli appalti.
Nella definizione del dettaglio bisognerebbe fare un regolamento, come ha fatto il comune di Livorno.
Invece una cosa che pensavo è che, dato che l’elaborazione di questo sistema ha un suo costo, si potrebbe organizzare una rete di comuni che vogliono aderire al progetto (magari Udine e l’hinterland) e dividere le spese di messa in opera e gestione (magari creando uno sportello unico per più comuni).
Febbraio 17, 2008 alle 4:14 pm
La burocratizzazione del sistema italiano è conosciuta fin troppo bene per lentezza, costi e diciamocelo,corruzione; mi sembra che l’informatizzazione possa dare un contributo molto importante per eliminare ’scartoffie’ e gestire meglio un sistema che di base dovrebbe presentarsi corretto.
Mi sembra una buona proposta e ben organizzata.
Ottima la scelta di applicarla ‘intelligentemente’ e con dei limiti.
Marzo 10, 2008 alle 6:08 pm
A volte la pubblica amministrazione riesce a dimostrarsi veramente innovativa e capace di attingere alle idee degli altri: anche Udine si è dotata di un servizio di acquisizioni elettroniche, che trovate a questo indirizzo:
http://www.comune.udine.it/opencms/opencms/release/ComuneUdine/progetti/garetelem/index.html?lang=it&style=1&expfolder=Progetti