Ex Macello

L’Ex Macello, annoso problema: è un’area della città di per sé assai interessante, ma che è tutt’ora in abbandono; proposte su di esso ne sono state fatte, prevalentemente nel senso di trasformarlo in un centro culturale/giovanile.

Bella idea, ma qualcuno sa qual’è il costo stimato? 7.000.000,00 Euro.

Considerato che il Comune non attraversa un periodo roseo in termini finanziari, non sarebbe il massimo mettersi a spendere cifre simili per un complesso che, ben che vada, si mantiene da solo ma non produce alcun introito.

Ecco dunque un’altra idea: l’amministrazione potrebbe fare una partnership (magari nelle forme di un consorzio o di una società consortile) con privati nel settore dell’edilizia per una riqualifica in senso commerciale/gestionale dell’area: in pratica, il comune ci mette la terra, i privati il lavoro, poi si vende e il ricavato lo si spartisce tra pubblico e privato (quindi, soldi che entrano al comune), MA:

  1. Il progetto di ristrutturazione dovrebbe essere studiato e concordato da entrambi gli organi in modo che siano rispettate e riqualificate le strutture esistenti senza creare orrende e abnormi volumetrie (insomma, lasciando più o meno l’attuale struttura).

  2. Parte delle strutture potrebbe essere devoluta ad opere di urbanizzazione secondaria (magari costruendo un asilo nido, visto che ve ne è un disperato bisogno a quanto pare, è vero c’è già quello della regione, ma la carenza di posti è cronica a Udine), lasciando l’ampia area verde ancora esistente, che potrebbe fungere da gradevole parchetto pubblico (stando però attenti a far si che gli spazi gestionali abbiano un ingresso indipendente in modo che possano essere sfruttati anche dopo l’orario di chiusura del parchetto).

L’insediamento dei nuovo palazzo della Regione fa sì che molti dipendenti pubblici saranno lì concentrati, dunque avranno bisogno di servizi (penso ad un ristorante self-service come lo Zenit in piazza XX settembre) o ci sarà comunque interesse ad acquistare immobili in quella zona a scopo commerciale.

Con questo progetto si ridarebbe una zona alla città, contemporaneamente garantendo un introito al Comune, che avrebbe ottenuto i famosi, due piccioni con una fava.

Naturalmente, variando il piano regolatore, il Comune, dovrebbe far sì poi che in quella zona (l’Ex Macello) non sia più nuovamente edificabile.

 

Davide Vieni

7 risposte a Ex Macello

  1. Niccolò Picotti

    L’ex Macello rientra in quel problema che sono gli spazi giovanili a Udine.
    La proposta fatta è lodevole anche se mi pare che 7.000.000 di euro sia una cifra troppo alta.
    Se non è possibile portare avanti questo progetto si deve però iniziare a riflettere e lavorare con più concretezza sugli spazi ricreativi e culturali per i giovani e non. Udine ne è infatti gravemente sprovvista.
    Starà poi agli stessi giovani ottimizzare e valorizzare al meglio gli spazi che la prossima amministrazione fornirà loro.

  2. Ciao,

    L’iniziativa sull’ex macello nasce da un impegno diffuso e non sempre coordinato degli ex DS in comune a Udine, fra cui io stesso.

    Il problema non è dato dall’entità dell’investimento, bensì dal fatto che l’iniziativa originaria vedeva la costruzione di un complesso polifunzionale che avrebbe dato risposte a molti bisogni presenti in città e in regione…

    Il nodo non risulta l’intervento di riqualificazione edilizia, è sempre un investimento che poi ha ripercussioni su tutta la zona.

    Il nodo è dato dalla gestione:
    - quali soggetti devono gestire
    - quali elementi permettono una autonomia economica e finanziaria

    Alla fine siamo arrivati ad un progetto che, se rimane tale, produrrà problemi di copertura economico-finanziaria e non risponderà alle esigenze della popolazione giovanissima e giovane di Udine e provincia.

    —————
    COMUNICATO STAMPA del 10.01.2008

    RECUPERO DELL’EX MACELLO. Alcune perplessità sul progetto vincitore.
    Stefano Bulfone. Consigliere comunale del Partito Socialista.

    Esprimo alcune considerazioni in merito a certi elementi che emergono dall’analisi del progetto risultato vincente per il recupero dell’ex macello, opera di riqualificazione rilevante per la città di Udine e per tutto il Friuli sia per la mole, sia per la sua natura, sia per la sua collocazione.
    Mi sembrano preoccupanti, in ordine agli equilibri finanziari per la futura gestione del complesso culturale, ricreativo, formativo e creativo, quelli che paiono un sottodimensionamento delle strutture recettive di tipo ristorante-caffetteria e l’accantonamento dell’opzione ostello.
    Mi sembra anche che la scelta -esteticamente piacevole- di caratterizzare un’ampia parte dello spazio all’aperto con una formula ad “anfiteatro” greco, tra le altre con una ridotta capienza di eventuale pubblico per ovvi motivi dell’organizzazione degli spazi, vada a discapito di una maggiore polifunzionalità a basso costo dell’area scoperta, ottenibile con una soluzione diversa.
    Altro aspetto che lascia perplessi e che si scontra con molte delle riflessioni operate da diversi soggetti nel campo dell’associazionismo giovanile, culturale e di volontariato in tutti gli anni ’90 in città, è la scelta di collocare sedi di associazioni entro un complesso del genere (ecco il motivo dell’accantonamento dell’ostello). Molte piccole associazioni e gruppi informali –spesso elementi di fermento positivo del mondo giovanile udinese- hanno sempre difeso e promosso la filosofia: “non vogliamo decine di piccole sedi che in gran parte dei casi vengono usate una o due volte al mese, vogliamo spazi polifunzionali con bassa soglia di ingresso -bassa in termini economici e burocratici- e ben attrezzati con regolamenti per l’uso tesi a massimizzare un uso partecipato”.
    Con ciò non intendo minimizzare o trascurare le esigenze di associazioni storiche e consolidate, però bisognerebbe trovare per esse soluzioni diverse rispetto alla collocazione all’ex-macello.
    Tutte queste sono considerazioni e preoccupazioni che desidero esprimere in primo luogo come cittadino che ha visitato l’esposizione dei progetti all’ex mercato del pesce, in secondo luogo come consigliere comunale del Partito Socialista.

    Si ringrazia fin da ora per l’attenzione.
    Stefano Bulfone, PARTITO SOCIALISTA
    333-9054175

  3. Davide Vieni

    Gentile Stefano,
    non metto in discussione che 7 milioni di euro non siano una cifra inabbordabile per un comune che ne movimenta 298 l’anno; ma, considerando che quest’anno si è chiuso con 3 mln di disavanzo, coperti in parte anche con la concessione di permessi di costruire. Inoltre, considerando che il centro ha spazi non utilizzati (cinema, come detto nell’intervento collegato) e che vi è la prossima dismissione dell’area del Palamostre, queste aree potrebbero essere realizzate lì, riqualificando l’ex macello in senso utile, ma anche economicamente vantaggioso per la PA.
    Inoltre gli spazi del Palamostre potrebbero essere gestiti da altri enti già esistenti (come detto sempre nell’intervento).
    Riguardo all’ostello, io francamente ho i miei dubbi in merito alla utilità una struttura del genere a Udine. E comunque si potrebbe individuare un’altra area (c’è uno stabile di proprietà pubblica vicino al Teatro Nuovo) per questa funzione, sempre agevole da raggiungere e vicino al centro.

  4. Ciao,

    il problema è di tipo gestionale. Un centro polifunzionale che risponde a più esigenze e contiene in sè le possibilità di autofinanziarsi diventa una risorsa per il Comune.

    L’ostello ha senso associato al ristorante, alla caffetteria, agli spazi espositivi e agli spazi per la musica…

    Tutti questi elementi eventualmente sparpagliati per la città in singoli siti fortemente limitati per motivi architettonici e urbanistici diventano non economici e un peso per il comune.

    Per capire meglio cosa intendevamo si può visitare
    http://exmacello.com/

    mandi.

    P.S.: comunque ora è difficile rivedere il meccanismo, l’opera è partita. L’unica cosa che si può fare è eventualmente influire sui progettisti perché rivedano certe scelte.
    Comunque la scelta del recupero del macello e la destinazione indicate sono per me le migliori. Ma questa è, appunto, una posizione politica…

  5. Gentile Stefano,
    secondo me non è solo una questione di autofinanziamento della struttura, è una questione di soldi assai più ampia. Stiamo parlando di spendere con leggerezza 7 mln di euro quando il nostro comune sta affrontando un periodo difficile: lo scorso esercizio (da voci ben informate dato che il comune non si è preso la briga di pubblicare le tabelle consuntive 2007 del bilancio) l’amministrazione ha rilasciato permessi di costruire per 1,5 mln di euro al fine di coprire mancanze nelle entrate… il risultato è che per rifare l’asfalto per i mondiali di mezza maratona ci stiamo riempiendo di condomini da 13 piani in centro e nella prima periferia (vedi Viale Ledra e Piazzale Cavedalis). Ora, in base a questo ritengo che sfruttare l’ex macello per guadagnare risorse al comune piuttosto che svenarsi nella quasi certezza che una struttura si possa mantenere da sola (ma chi pagherebbe eventuali danni e/o eccessiva usura dei materiali, costi di manutenzione ecc…?) sia un’idea decisamente migliore rispetto a quella attuale, il cui indotto sarebbe secondo me poco rispetto al capitale investito.
    C’è anche da considerare che l’area exmacello è fuori mano rispetto al centro e poco raggiunta da mezzi pubblici; infine c’è da prendere in considerazione il fatto che il nuovo palazzo della Regione ha creato esigenze che vanno soddisfatte, per esempio manca una mensa interna ed un ristorante come lo Zenit di p.zza XX settembre sarebbe assai utile.
    Non voglio stroncare le necessità espressive dei giovani che transitano per Udine, ma in momenti di difficoltà di un mondo bisogna saper mettere da parte le proprie esigenze di parte per fare sistema e migliorare la vita di tutti. Inoltre gli spazi interni al Palamostre sarebbero piuttosto vasti e probabilmente idonei ad ospitare tutte le strutture previste nel progetto exMacello.
    C’è poi da dire che non ci si può lamentare del crollo della vita in centro se poi si sposta un importante forum di attività giovanile in periferia; molto meglio sarebbe studiare un sistema integrato di attività in vari locali del centro (magari con carte di accesso unificate a musei ed iniziative (un esempio è stato fornito ad un PuntoProgramma), senza contare che entro-mura vi sono un sacco di locali dove poter favorire il servizio di ristorazione e caffetteria (favorendo così i locali privati senza doverne fare di nuovi con soldi pubblici). Il vero problema dell’organizzare attività in centro sarebbe quello di fare sistema, cosa a cui qui non si è abituati.
    Riguardo al fatto che il progetto sia già partito e non sia fermabile… leggo dal sito dell’exMacello che il bando è ancora in fase di progettazione preliminare, quindi a mio parere, decisamente modificabile in corsa in modo assai ampio. Non credo che la Regione sarebbe così scontenta se fornissimo ulteriori spazi di supporto logistico alle strutture regionali e rivedessimo la posizione degli spazi per i giovani di Udine e non.

  6. paola

    Ho appena letto quello che avete scritto riguardo all’exmacello.
    Io sono d’accerdo con Stefano Bulfone, che a Udine ci vogliano spazi polifunzionali grandi, con bassa soglia d’accesso e ci voglia anche un ostello.
    Spazi piccoli ce ne sono, poco tempo fa sono andata al Tomadini e c’è una bella sala per i giovani ad esempio; quello che manca a Udine è un progetto in grande, con grandi spazi e un ostello; i mezzi pubblici si mettono; i soldi si trovano, si può affittare qualcosa, anche l’ostello è una fonte di reddito, per es. 15 euro a notte per persona mi sembra una cifra abbordabile per un ragazzo e un introito per il comune.
    Avete presente il detto”chi più spende meno spende?”
    A me pare che a Udine ci sia un po’questa tendenza, di fare tante cose piccole che alla fine sono una copia di se stesse e non vestono, come avere tante magliette da poco invece che un bel chiodo (giacca di pelle x giovani).
    Un’ultima cosa: chi l’ha detto che l’ex frigorifero sia brutto? A me sembra una bella struttura, se si possono mettere delle finestre sarebbe perfetto.
    Ciao
    Paola

  7. Gentile Paola,
    non saprei… io sono molto perplesso riguardo a questo genere di iniziative, non tanto perché le ritenga poco meritevoli (spazio di espressione deve essere assicurato a tutti sempre e comunque), ma perché l’attuale situazione economica della nostra città, della nostra regione e del nostro è precaria.
    Insomma, non metto in discussione che un ostello della gioventù possa essere utile ed interessante, e nemmeno che la riqualificazione a centro sociale dell’ex Macello e del Frigorifero possa avere il suo senso: quello che io contesto è il suo costo: un’opera del genere verrà a costare minimo minimo (escludendo il Frigorifero), 7 mln di Euro. Ora, anche più che raddoppiando il prezzo da te proposto, portandolo a 35 Euro a notte, per coprire la spesa effettuata ci vorrebbero 200.000 pernottamenti da una notte per ammortare il costo.
    Il che, detto in soldoni, significherebbe che si recuperebbe la cifra in oltre 9 anni, se l’ostello fosse sempre pieno 365 giorni l’anno e ospitare le persone al suo interno non costasse niente; cose, evidentemente, entrambe impossibili.
    Stesso dicasi per i trasporti: normalmente una società che gestisce la mobilità urbana in termini di mezzi pubblici copre solo il 25% delle sue spese con i prezzi dei biglietti. Vale a dire che l’aggiunta di una ulteriore linea bus che arrivi in centro e porti verso l’ostello/centro sociale, sarebbe per il 75% a carico del bilancio comunale.
    Per non parlare delle spese di manutenzione: un ipotetico soggetto gestore di questo centro dovrebbe accollarsi tutte le spese di manutenzione, perlomeno ordinaria, con gli introiti di un ostello e di un bar… e nel momento in cui vi fossero necessità di una straordinaria manutenzione, tutti i costi ricadrebbero sull’amministrazione locale…
    Ora, è ben vero che il comune non è una SPA e i suo compito è anche quello di spendere soldi per rendere la vita delle persone migliore senza avere nulla indietro… ma penso francamente che prima delle esigenze di ritrovo dei giovani vi siano altri ambiti più importanti da considerare, quali la cronica mancanza di case popolari (la nostra media è spaventosamente più bassa rispetto a quella europea), la creazione e gestione di un sistema integrato di servizi di trasporto persone e merci (sulla falsariga del Cityporto di Padova) veramente efficiente e un modello di tutela sociale per le fasce più deboli come gli anziani e le mamme/neomamme (il che ci porta all’ulteriore cronica mancanza di asili nido).
    E’ vero che noi giovani avremmo bisogno di spazi dove esprimerci, ma in momenti gravi per il paese come questo è giusto che noi, che siamo una forza positiva e creativa della società, riconosciamo che vi sono esigenze più importanti e immediate da soddisfare, pensando a come poterci organizzare per divertirci per conto nostro, senza per forza doverci attaccare alle mammelle delle casse pubbliche.

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