Il Comune di Udine ha dovuto optare per “le targhe alterne”. Siamo arrivati al V giorno di alternanza dei veicoli che possono circolare nella città. Il divieto iniziale riservato al solo centro è stato, da sabato, allargato all’intera città poichè il risultato ottenuto non soddisfava la prospettiva di miglioramento che si sperava.
I rilevamenti degli ultimi giorni hanno dimostrato che, in alcune zone, i livelli di polveri sottili, anzichè stare nei 50 microgrammi per metrocubo, hanno superato tale soglia di ben 3 volte.
Il dubbio che mi perseguita è: “era così imprevedibile la situazione di inquinamento che abbiamo in questi giorni?” Dato che la risposta non può che essere no, mi sorge un altro quesito: “Come mai, in una logica che deve essere preventiva, non si è fatto niente?”
Quello che penso è che ogni problema venga in parte snobbato per non suscitare un malcotento tra i cittadini; snobbato fin quando la situazione non è critica….
Il disagio che si è venuto a creare tra la popolazione è proprio frutto di questa ricorrente inerzia comunale. Siamo al quinto giorno consecutivo!
Detto questo, con l’invito pro futuro di prevenire e non di curare drasticamente (qualche alternanza intervallata in un arco di tempo maggiore sarebbe stato di certo meno problematico, se la misura fosse stata presa con anticipo), ho intenzione di denunciare, con estrema rabbia, gli scarsi interventi delle Autorità competenti per punire e reprimere il fenomeno dei “furbetti”.
Proprio oggi sul Messagero si legge: “In pochi minuti fra viale Palmanova, viale Trieste e via Cividale 280 auto “pirata” su 700. Parcheggi scambiatori deserti. La città dei “furbi”, divieti ignorati. Solo ieri mattina, dopo 4 giorni, si sono viste le prime multe“
Anche nel mio piccolo ho fatto un’indagine e posso garantirvi che si arriva tranquillamente ad un 30% di furbetti in azione. I primi giorni si è deciso di intervenire con una politica mirata all’informazione: giusto per il primo, corretto per il secondo…..ma un terzo giorno sarebbe stato già troppo. Arrivare fino al quarto giorno senza aver preso alcun provvedimento sanzionatorio e reagire a tale critica con 20 misere multe mi sembra davvero una bella presa per i fondelli a tutti i cittadini onesti.
Anche questo, come tanti altri comportamenti, è motivo di perdita di fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni!
Ci sono numerose famiglie che si sono ritrovate a disagio eppure hanno optato per la legalità per rispettare le scelte del Comune e per rispettare l’ambiente!
Ci sono due possibili chiavi di lettura a questo fenomeno: disinformazione o furbizia.
La scusa della scarsa informazione può reggere per poco anche perchè, se volessivo applicare il vecchio motto “ignorantia legis non excusat”, tutti i contravventori avrebbe dovuto pagare la loro disinformazione. Le persone anziane, poi, sono scusate in parte perchè una grande maggioranza non sa, ma un’altra parte invece nasconde la palese comodità dietro al velo dell’ignoranza: in primis mia nonna che ho dovuto più volte placare verbalmente!
L’altra faccia della medaglia è invece quella più veritiera, ossia la furbizia in tutto il suo connotato negativo. Senza giri di parole e senza cercare di ipotizzare un qualche metodo straordinario, l’unica soluzione è più controlli e più multe. L’essere flessibili (ed evitare magari un’odiosa multa) è giusto solo quando il bene tutelato dalla norma è gerarchicamente inferiore all’interesse della comunità: stiamo parlando, oltre che di ambiente, di fiducia nelle istituzioni….E’ giusto quindi chiudere un occhio a favore dei cittadini oppure siamo di fronte ad un interesse non derogabile e più importante?
Niccolò Picotti
7 Commenti
Febbraio 26, 2008 alle 2:55 pm
Ecco che allora qualche telecamerina ogni tanto non farebbe male…
Sono d’accordo con Niccolò, specie perchè se c’è una cosa che anche io proprio non sopporto sono i “furbetti” che la fanno franca.
Però rilancio la questione: perchè non riusciamo a trovare dopo secoli un altro modo di risolvere il problema inquinamento che non siano le “targhe alterne”?
Le “targhe alterne” sono un provvedimento che per prima cosa non risolve il problema inquinamento, ma mette solo la classica “pezza” fino alla prima giornata di pioggia…e questo è evidentemente
sotto gli occhi di tutti. In secondo luogo è un provvedimento decisamente poco democratico: pensiamo a quelli che hanno una sola macchina (perchè due non se le possono permettere), c’è chi ha la fortuna di avere a casa una targa pari e una dispari di conseguenza con veramente un minimo di
organizzazione in famiglia il disagio è minimo. Cittadini di serie A e di serie B…dunque?!
Chiaro che a breve-medio termine non si possa pensare a soluzioni drastiche o lungimiranti….però
si dovrebbe lavorare veramente di più sul proporre una soluzione alternativa e vantaggiosa per chi decide di non raggiungere il centro di Udine in macchina.
Porto l’esempio di Milano. Da poco tempo è entrato in vigore il ticket per chi vuole entrare in macchina
nella cerchia dei bastioni, sul modello di altre città europee (anche se le critiche non sono mancate, il solito discorso di “not in my backyard”). Siamo solo all’inizio perchè nel medio termine lo si vorrebbe estendere fino alla circonvalazione, quindi il contributo diventerebbe veramente importante! Vuoi entrare in città in macchina?…..paghi.
Anche questo sistema se non adeguatamente accompagnato da un potenziamento delle “alternative” (cioè i mezzi pubblici, anche se in realtà in una realtà come udinese potrebbe avere molto senso il “bike sharing” che voi, ferraresi d’adozione, probabilmente conoscete già e avete anche magari sperimentato) è poco democratico: perchè chi ha i soldi paga lo stesso, chi invece non li ha….
Le targhe alterne, però, sono un’imposizione fastidiosa, proprio perchè capita “una-tantum”, quando magari è il momento meno opportuno: il cittadino si sente come privato del suo diritto alla mobilità e guarda schifato quelli che se ne stanno sulle “poltrone del potere” che non sono capaci di proporre qualcosa di diverso e che gli sconvolgono piani e progetti…
Quindi per rispondere alla domanda di Niccolò: secondo me il bene più importante è la fiducia nelle
istituzioni, perchè la salvaguardia dell’ambiente, insieme a molte altre cose, a parte il contributo fondamentale che deve venire da tutti
nel nostro comportamento quotidiano, scaturisce proprio dalle decisioni prese da chi ci rappresenta….
Ed è quello che ora sta mancando…mentre quello che ci offre la nostra politica ogni giorno sono: politiche sterili, giochetti di alleanze, saltelli di qua e di là e scenate da osteria in parlamento. Tanto le autoblu, targhe alterne o no viaggiano lo stesso..
Febbraio 26, 2008 alle 3:20 pm
Nick tu hai scritto:
“Il dubbio che mi perseguita è: “era così imprevedibile la situazione di inquinamento che abbiamo in questi giorni?” Dato che la risposta non può che essere no …”
… a dir la verità è abbastanza imprevedibile la concentrazione di polveri sottili nell’aria perchè dipende molto dalle condizioni atmosferiche (le quali sono prevedibili in modo sensato per nu periodo non superiore ai 2 giorni).
Quindi sono d’accordissimo con voi che i furbi vanno puniti, però non è il caso di prendersela con un provvedimento come quello delle targhe alterne che, oltre che inevitabile, sicuramente ha un certo effetto sulla concentrazione delle polveri sottili.
Tra pensavo al concetto di “alterne” … un provvedimento più democratico di così quale sarebbe? Mi spiego: proponete voi una soluzione migliore se esiste! Di sicuro il tiket per entrare in centro città a me non piace molto come soluzione e soprattutto sarebbe molto meno democratica delle targhe alterne!
Febbraio 26, 2008 alle 5:36 pm
Giustissimo: sul significato della parola democratico possiamo ragionarci da più punti di vista e, infatti, seguendo il tuo schema è perfettamente corretto dire che il ticket per entrare in centro è meno democratico delle targhe alterne…
Dal mio punto di vista, però, mi sembrava meno democratico nel senso di “paritario” costringere qualcuno a non muovere l’unica macchina che ha un giorno solo per il fatto che ha la targa dispari, mentre un’altra persona sicuramente più fortunata si può muovere lo stesso tutti i giorni….a me sembra un provvedimento che nega il diritto alla mobilità in determinati giorni. Cosa ne può sapere l’amministrazione di quello che devo fare io per lavoro o anche per impegni di qualunque tipo in un giorno qualunque? Mettiamo che prendo un giorno di ferie da lavoro perchè devo traslocare, lo chiedo con due settimane di anticipo, poi capitano le targhe alterne, sono sfortunato con i numeri e ho solo la mia fidata station wagon….come la mettiamo?
Chiaro che il ticket da fastidio, non dico che in una realtà come Udine sia da proporre, ma lavorare su un deterrente che lasci nei garage qualche macchina in più ogni giorno….quello sì! Perchè mentre il primo è un provvedimento tampone, il secondo no…
Rimaniamo tutti quanti strabiliati ogni volta quando sentiamo al telegiornale che grazie a una sola “domenica a piedi” non abbiamo immesso decine di tonnellate di polveri sottili nell’aria: bene se anzichè una domenica “una tantum” o 5 giorni di targhe alterne riuscissimo a ridurre ogni giorno le emissioni da tubo di scarico anche solo del 10%……come la mettiamo?!?!
Febbraio 27, 2008 alle 9:39 am
Quando sostenevo che è prevedibile mi riferisco ai continui rapporti che alcune agenzie del settore fanno al Comune. Questi rapporti non vengono sempre tenuti in considerazione basti pensare che il famoso blocco del traffico alla vigilia di Natale era stato annuciato con più di una settimana di preavviso! Non si è voluti intervenire subito e alla fine si è stati costretti a fermare il traffico proprio il giorno prima di Natale….
Febbraio 27, 2008 alle 11:53 am
Purtroppo quello che dice Niccolò è vero. Me lo aveva confermato un metereologo dell’arpa la settimana prima di Natale, aggiungendo che loro riescono a prevedere questi fenomeni in base alla staticità delle condizioni atmosferiche in relazione a determinati periodi dell’anno. Certo, si tratta di valutazioni con un certo grado di fallibilità, ma perchè il Comune non potrebbe lostesso, visto che si tiene costantemente in contatto con l’arpa, cercare di prevenire l’avverarsi di queste previsioni?
Sono d’accordo con Carlo quando dice che il provvedimento in questione non serve a risolvere la situazione e aggiungo che in questi giorni mi è capitato di vedere in giro non solo un sacco di macchine comunque, ma anche una percentuale maggiore di macchine molto vecchie, come le 500.
In effetti bisogna dire che molte famiglie, oltre ad avere più di una macchina, magari tengono in garage anche qualche esemplare dotato di motore euro zero (per essere gentili) che non conviene più neanche rottamare. Solitamente viene tenuto per lo più come reliquia o come oggetto da esposizione, ma all’occorrenza può sempre tornare utile, riducendo al proprietario il disagio del provvedimento in questione e inquinando anche molto di più delle altre macchine, più nuove, che a causa del numero di targa devono restare ferme.
Febbraio 27, 2008 alle 5:22 pm
Ho letto quanto avete scritto su targhe alterne, mezzi pubblici e polveri sottili.
Io penso che, in una città come Udine, la vera alternativa sia la bici: è una città in pianura e le distanze sono brevi per cui si possono raggiungere molte zone facilmente; io sono fortunata perchè abito in piazza S. Cristoforo e lavoro in Ospedale, vado a lavorare ogni mattina (spesso parto alle 7) in bici e ce l’ho fatta quasi sempre, ad andare in bici; certo, quando arrivo in piazzale Chiavris e devo girare a sinistra la situazione si fa difficile: pezzo di marciapiede, anche pericolante..
bisogna permettere che la gente vada in bici tranquillamente, collegando i pezzi ciclabili ed evitando strade in cui uno rischia di essere investito dall’autobus, è una priorità assoluta.
Un’altra cosa ancora più importante è convincere la gente che girare in bici è bello, sano, moderno, rispettoso dell’ambiente, non pericoloso ecc..
I miei genitori sono romagnoli, mio padre aveva una Mercedes che la gente si fermava a guardare per strada eppure andava sempre a lavorare-era primario ospedaliero e lavorava ad Ancona, una città con molte salite-in bici, una volta uno gli ha detto: dottore, perchè non si compra una macchina? Lui era molto divertito da questa battuta.
Gli emiliani e i romagnoli hanno la cultura della bici più dei friulani, ma questa cultura non si potrebbe importare anche da noi?
Paola Galassi
Febbraio 27, 2008 alle 6:04 pm
Condividamo tutti la tua analisi e infatti abbiamo fatto anche altri articoli sull’argomento (ad esempio “Udine in bici” ).
A breve lancieremo anche un articolo per approfondire “il rilancio del trasporto pubblico”.
Come dici tu, però, la cultura delle “due ruote ecologiche” (e anche del trasporto pubblico) in Friuli manca: occorre sensibilizzare l’opinione pubblica promuovendo, passo dopo passo, sempre più inziative tese a favorire la biciletta rispetto alla macchina…..se non altro per chi vive in centro o immediate vicinanze!