Addio termometro al mercurio?

Il 25/09/2007 il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europea hanno adottato la Direttiva n. 25, concernente “restrizioni alla commercializzazione di alcune apparecchiature di misura contenenti mercurio.”

Essa è il risultato di un esame svolto da una Commissione europea istituita ad hoc il 28/01/2005 relativo a tutti gli impieghi del mercurio e all’impatto ambientale di tale sostanza.

Sin dalle prime righe della relazione della Commissione si evince il motivo che ha spinto all’adozione di una simile direttiva: il mercurio è molto tossico non solo per l’uomo (dosi elevate possono risultare letali); nell’ambiente esso ha la capacità di bioaccumularsi e di attaccarsi nelle catene alimentari, in particolare nella catena alimentare acquatica.

“L’inquinamento da mercurio, inizialmente ritenuto un problema acuto ma localizzato, è ora riconosciuto come un problema diffuso e cronico a livello planetario.”

Si capisce dunque la finalità della direttiva: limitando il commercio del mercurio, si limita anche il suo ingresso nel flusso dei rifiuti, comportando benefici per l’ambiente e, a lungo termine, per salute umana.

Ai sensi della Direttiva gli Stati membri della Comunità Europea dovranno adottare, entro il 3/10/2008, disposizioni normative che a partire dal 3/04/2009 vietino la commercializzazione di termometri (per la misurazione della temperatura corporea) e altre apparecchiature di misura destinate alla vendita al grande pubblico che contengano mercurio.

La normativa, che ancora non c’è, conterrà limiti per l’introduzione nel mercato di apparecchiature nuove: nulla è previsto però per uno smaltimento generalizzato di quelle già effettivamente presenti sul mercato, negli ospedali e nella abitazioni private.

A quest’ultimo scopo è diretta l’iniziativa del comune di Tavagnacco (primo in Italia a promuoverla) chiamata “Senza mercurio la febbre è meno pericolosa”.

Per ridurre l’inquinamento da mercurio è stato previsto che da lunedì 14/01/2008 a venerdì 29/02/2008 le famiglie del comune possano sostituire gratuitamente il loro vecchio termometro a mercurio con uno nuovo digitale. Ritiro e sostituzione dei termometri sono svolti con la collaborazione della Farmacia comunale.

Credo che questo sia un esempio da cui imparare: è molto importante infatti, di fronte all’attuale inerzia delle istituzioni nazionali e sopranazionali (impossibilitate a gestire problemi così periferici), il ruolo giocato dai comuni, a più stretto contatto con la gente.

Un’iniziativa del genere potrebbe essere intrapresa anche dal comune di Udine. Il numero di termometri digitali sarebbe certo meno trascurabile rispetto ad un comune come Tavagnacco e causerebbe una spesa decisamente più incisiva, ma costituirebbe un passo significativo verso la tutela dell’ambiente, che mai come oggi ha bisogno di cure.

Giorgio Ortis

13 risposte a “Addio termometro al mercurio?

  1. Niccolò Picotti

    Davvero un’interessante notizia!
    Non sapevo nè del mercurio nè tanto meno dell’iniziativa a Tavagnacco (mea culpa).
    Sarà molto più pericolosa la fase di smaltimento rispetto alla semplice detenzione di un termometro con mercurio…..

  2. Federico_D

    bon ma quindi? … quale dovrebbe essere l’iniziativa del comune di Udine?

    ps: il mercurio se smaltito correttamente non crea problemi; ma, soprattutto, spero che sia chiaro che l’inquinamento da mercurio nei fiumi (gravissimo fatto che realmente esiste in Italia, soprattutto nel Po’, lo so perchè mi piace pescare e quindi ho sentito questo problema) non ha niente a che vedere con i termometri!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Prevalentemente il problema dell’inquinamento da metalli pesanti nelle acque deriva da scarichi industriali abusivi! Non dalla gente che butta i termometri nel cesso!

  3. Giorgio

    L’iniziativa dovrebbe riguardare uno smaltimento generalizzato di tutti i termometri che sono ancora in circolazione. Le modalità possono essere diverse (sostituzione gratuita o agevolata con nuovi termometri digitali).
    Che l’inquinamento derivi anche e soprattutto dalle grandi industrie mi sembra abbastanza ovvio.
    Il punto che mi ha colpito quando ho letto la direttiva e la motivazione della sua adozione è che una Commissione Europea (composta da esperti sicuramente molto qualificati) abbia ritenuto importante anche l’eliminazione dal commercio dei termometri (perché valutati ANCHE ESSI come pericolose fonti di inquinamento) anziché soffermarsi solo sulle emissioni di inquinamento delle grandi industrie. Per esse ci sono dei parametri che vanno rispettati: il problema della assenza di controlli è un altro punto su cui riflettere, ma non il solo.
    Secondo me, il problema dell’inquinamento ambientale deve essere preso in considerazione a 360 gradi, sotto tutti i punti di vista che possono creare delle ripercussioni negative e smettendo di guardare solo a quei problemi che vengono alla luce ad un primo sguardo superficiale.
    La politica del comune di Tavagnacco è sicuramente preventiva, ma è sempre meglio prevenire anziché curare.

  4. Geronimo

    Ognuno deve fare la sua parte: questa è la logica virtuosa per cui, così come bisogna vietare (e controllare) gli scarichi industriali, è altrettanto necessario eliminare anche le fonti di inquinamento “domestico”, che è tra l’altro a diretto contatto delle persone e soprattitto dei bambini.
    A proposito di bambini: provate a cercare in rete (c’è sicuramente) le info sul “morbo di Minamata”. Malformazioni gravisime dei feti causate dal mercurio, ingerito da donne incinte mangiando tonno a sua volta avvelenato. Tremendo.

  5. Davide Vieni

    Concordo con Geronimo,
    i danni da mercurio, anche se magari non son la prima emergenza ambientale, comunque vanno presi in seria considerazione. Inoltre, visto l’ipotetico costo dell’iniziativa, penso la cosa debba essere presa seriamente in considerazione da chi verrà a governare la città, anche magari solo sotto forma di agevolazione. L’importante è trovare l’accordo con le farmacie!

  6. Carlo Beltrame

    Concordo con Federico_D, il problema del mercurio sicuramente non deriva in maniera apprezzabile dall’uso dei termometri tradizionali….Ragazzi: fossero i termometri al mercurio il problema!
    Il mercurio ad esempio viene usato anche per produrre cloro e soda e comunque trova spazi immensi di applicazione in tutta l’industria chimica…quindi come la mettiamo? Via i termometri subito e poi penseremo a come disinfettare l’acqua delle piscine?…Senza tenere conto di tutte le applicazioni industriali in cui cloro e soda caustica sono impiegate. Dovremmo poi tra le varie cose rinunciare alla quasi totalità delle finiture superficiali dei metalli ora a disposizione (e non sono solo finiture estetiche ma anche tutte quelle anticorrosive…che permettono alle travi metalliche di non diventare ruggine nel giro di una decina d’anni): addio cromatura, anodizzazione, dovremmo rivedere e rimettere a punto tutti i tipi di copertura galvanica (e qui oltre al cromo vengono usate sostanze anche peggiori vedi il cromo esavalente). Credo che campi del genere abbiamo dimensioni totalmente diverse….veramente non paragonabili.

    Per quanto riguarda i termometri posso essere d’accordo che siano anche obsoleti, dal momento che esistono tecnologie diverse che permettono di rilevare la temperatura corporea ben più velocemente dei metodi tradizionali….Ma c’è anche da dire che il termometro al mercurio dura una vita con la stessa precisione ed efficienza mentre quelli elettronici si rompono prima, quindi ne dobbiamo acquistare degli altri, per produrre quegli altri sicuramente useremo indirettamente del mercurio..e così ricomincia il ciclo.

    Attenzione quindi anche agli studi scientifici perchè raccontano sicuramente il vero ma nella misura che vogliono, anzi soprattutto nella misura che vogliono far credere e basta che qualche ente o istituzione ne faccia la sua croce di battaglia e si fa presto a scatenare il panico e a fare una “caccia alle streghe”. (Non sto dicendo che il mercurio fa bene, sia chiaro…la “caccia alle streghe” per me è tutta nei confronti dei termometri).

    Vi riporto così anche per curiosità un paio di indagini scientifiche sicuramente molto “particolari” che però sono state fatte che mi hanno fatto sia sorridere che pensare: sapete che sono stati fatti studi riguardo alle emissioni di metano nell’ambiente derivato dall’allevamento di animali per la macellazione? E questi studi affermerebbero che potremmo salvaguardare l’ambiente riducendo il consumo di carne (ovviamente i vegetariani hanno sposato la causa in pieno)? Oppure, sapete che in Nuova Zelanda (questa è bellissima) vista l’alta presenza di pecore ed agnelli e quindi dell’importantissima industria della carne qualcuno ha studiato il “coefficiente di attrito” che si crea tra il vello della pecora e una superficie di acciaio quando un animale viene trascinato da un operatore da un posto all’altro della catena di produzione al solo scopo (lo so è quasi imbarazzante) di trovare il modo di abbassarlo per velocizzare il processo di “trasformazione”….Vabè….

    Piuttosto che chiedersi quanti termometri a mercurio sopravvivono nelle case degli udinesi, perchè non chiedersi quanto AMIANTO ci sia ancora in giro visto che, come tutti sappiamo fino a non molto tempo fa nessuno sapeva che era pericoloso e quindi tutti lo usavano come materiale edile?

    Ah, un’ultima chicca visto che siamo in tema di ambiente e quindi di risparmio energetico:

    SE GOOGLE AVESSE UNO SCHERMO NERO, VISTA LA GRANDE QUANTITA’ DI PERSONE CHELO USANO, SI CALCOLA CHE SI RISPARMIEREBBERO CIRCA 750MEGAWATT/ORA. COME RISPOSTA A QUESTO GOOGLE HA CREATO UNA VERSIONE IN NERO, CHIAMATABLACKLE, CON ESATTAMENTE LE STESSE FUNZIONI DI QUELLA IN BIANCO, CON UNCONSUMO DI ENERGIA MINORE….

    Quindi ecco come GOOGLE è corsa ai ripari con una versione a schermo nero per il risparmio energetico, provare per credere!!!!

    http://www.nerooogle.com/

    Ciao a tutti!

  7. Giorgio

    Rispondo a Carlo sviluppando il ragionamento per punti:

    1- Il tema dell’inquinamento da mercurio è sicuramente di enorme portata: per questo è stato definito come “problema cronico e diffuso a livello planetario”. Occorre quindi affrontarlo sotto più punti di vista. Si tratta di una questione di metodo: posto che le fonti di inquinamento non possono essere eliminate radicalmente, ma solamente ridotte, è molto importante scomporle nei vari fattori che le determinano ed eliminarne quanti più possibile. Nel caso del mercurio i termometri costituiscono un fattore eliminabile.

    2- Altro fattore è costituito dalle emissioni in natura delle industrie: esso è difficile da eliminare, per questo vi sono delle altre normative che prevedono una serie di limiti. Sotto questo aspetto è fondamentale il ruolo e l’efficacia dei controlli.

    3- I controlli dell’inquinamento prodotto dalle industrie non è incompatibile, bensì procede di pari passo con l’eliminazione delle apparecchiature contenenti mercurio.

    4- Vi è già una direttiva che impedisce l’introduzione di nuove apparecchiature. Questo significa che esse sono valutate come ipotetico fattore inquinante che si deve eliminare. Domandarsi come gestire gli strumenti che sono ancora in circolazione significa completare il progetto già iniziato dalla normativa comunitaria, assicurandosi di fatto che venga eliminato un fattore d’inquinamento. La gestione di cui parlo può essere svolta meglio da enti periferici piuttosto che centrali.

    5- Che cosa ci garantirebbe altrimenti che questi strumenti vengano smaltiti correttamente? Se lo smaltimento corretto non avvenisse si avrebbe un aumento gratutito dell’inquinamento che è sicuramente meglio evitare, visto quanto esso è elevato e quanto è difficile ridurlo.

    6- Non è vero che il risultato sarebbe marginalmente apprezzabile: certo, occorrerebbe che l’iniziativa non resti un fenomeno isolato e che venga intrapresa a livello generalizzato. Ma se nessuno inizia non si avrà mai un riscontro globale. Soprattutto perchè l’impulso deve provenire da enti periferici quali i Comuni (quindi dal basso verso l’alto e non viceversa).

    7- Sarebbe un’occasione per iniziare a sviluppare il dialogo tra i Comuni ed aumentare il peso delle loro scelte di fronte a Province e Regioni.

    8- Eliminare le apparecchiature che contengono mercurio si pone nella stessa ottica di Nerooogle: anche in questo caso infatti il risultato consiste in un risparmio irrisorio rispetto al quantitativo di energia consumata in una giornata, tanto che alcuni dicono che si otterrebbero risultati migliori se tutti gli utenti riducessero l’utilizzo dei computer appena di qualche secondo al giorno. Ma, ancora una volta, se non si incomincia dalle piccole cose non si riuscirà mai ad ottenere buoni risultati in un mondo dove la produzione di inquinamento è imprescindibilmente legata allo sviluppo della società.

    9- Gli studi svolti dalla Commissione europea e le scelte adottate dalla Comunità Europea sono stati compiuti nell’ESCLUSIVO INTERESSE della SALUTE DEI CITTADINI della CE.
    NON SI TRATTA DI POLITICHE DI MERCATO, FRUTTO DI SCELTE PER AVVANTAGGIARE CHI PRODUCE APPARECCHIATURE ELETTRONICHE.

  8. Carlo Beltrame

    Giorgio è chiaro che eliminare qualunque cosa che possa portare ad un miglioramento delle condizioni ambientali e quindi delle condizioni di vita è di vitale importanza per tutti.
    …Allora perchè tutti non smettiamo di fumare? Fa male a noi, a chi ci sta intorno e ogni giorno scarichiamo tonnellate di polveri nell’aria…

    Resta chiaro che i metalli pesanti ce li ritroviamo nei pesci (e anche da altre parti) che poi mangiamo (mercurio e anche altri) e non voglio sicuramente dire che il mercurio fa bene.

    Lo scopo del mio intervento era far prendere coscenza a tutti (perchè pensavo che molti non lo sapessero) che il termometro è la punta di un iceberg…che non basta dire “colpa dell’industria” per capire qual’è la situazione reale; e che al momento il 90% di quello che tocchiamo e utilizziamo ogni giorno (specie industria chimica e metalli) viene ricavato attraverso processi che più o meno direttamente richiedono l’uso di mercurio.
    E che esistono ricerche anche bizzarre (vedi il metano da animali da allevamento, il coefficiente di attrito della pecora e Neroogle…) che però sono sicuramente vere e che dovrebbero farci riflettere…..che poi quelle della comunità europea siano volte esclusivamente a migliorare la salute dei cittadini è qualcosa che ci sicuramente ci auguriamo tutti quanti.

    La nuova normativa impedisce l’immissione di nuove apparecchiature che contengono mercurio, benissimo. Ma, per quanto mi riguarda, il vecchio termometro intatto nella sua “scocca” di vetro o ancora meglio di vetro più una seconda in plastica che se ne sta tranquillo nell’armadio di casa non nuoce veramente a nessuno, mentre quando guardiamo un’automobile e diciamo “..però che cerchioni” dovremmo sapere che per realizzare quelli e non soltanto quelli è stato usato mercurio che può anche “per sbaglio” essere finito in un fiume…

    Tutto qui…se poi questo provvedimento si vorrà fare chiedetevi anche quante persone (anziani più che altro) sarebbero disposte a sostituire il loro vecchio termometro con uno che non sanno usare…

  9. Giorgio

    Se il termometro e gli altri strumenti rimanessero sempre intatti oppure se venissero sempre smaltiti correttamente non ci sarebbero motivi neanche per il divieto della loro produzione futura.
    L’intervento della Comunità Europea è motivato dalla perplessità della Commissione proprio su questo punto: che cosa ci assicura che queste apparecchiature verranno smaltite correttamente?
    Ma se l’effetto della direttiva rimanesse limitato agli strumenti futuri, l’obiettivo perseguito dalla Comunità sarebbe realizzato a metà.
    Continuerebbe a perdurare il rischio effettivo di una dispersione del mercurio nell’ambiente e non direi che di questi strumenti in giro ne sono rimasti talmente pochi da rendere irrilevante una tale eventualità.
    A maggior ragione se si considera che vi sono dei settori della produzione nei quali non si può evitare di creare una certa percentuale di inquinamento.

  10. Carlo Beltrame

    …Beh, sta di fatto che mentre noi stiamo a parlare dei termometri della città di Udine c’è proprio a Torviscosa (anche a Marghera tanto per rimanere in zona) un impianto per la produzione di cloro e soda caustica che funziona a celle di mercurio.

    Ebbene misurazioni effettuate nell’aria all’esterno hanno evidenziato per Torviscosa una concentrazione di mercurio nell’aria di cioè 1.200 ng/m3, cioè 0,001 grammi al metro cubo, quando ad esempio i limiti di sicurezza per l’esposizione cronica (stabiliti negli Stati Uniti dall’Agenzia per la protezione ambientale e dall’Agenzia per il registro delle sostanze tossiche e delle malattie) sono di 200-300 ng/m3, quindi solo nell’aria di Torviscosa siamo 4 volte fuori…..(mi sento molto come fossi collega di “Erin Brokovich” in questo momento, lo so)
    E non ci va neanche male se pensiamo che sempre all’esterno dello stabilimento di Bussi sul Tirino (Pescara) sono stati rilevati circa 7.700 ng/m3 di mercurio libero nell’aria…

    …Quello che può consolare almeno per la produzione di cloro e soda caustica è che esistono già tecnologie che non sfruttano il mercurio. Solo che la voce dovrebbe a questo punto arrivare molto dall’alto…speriamo che con i nuovi provvedimenti si vedano dei risultati!

    link:
    http://www.ecoblog.it/post/2900/no-al-mercurio-nell%E2%80%99industria-italiana-per-la-produzione-di-cloro-e-soda

    Ben peggio è la situazione dell’ILVA di Taranto, il più importante polo siderurgico del nostro paese: il database INES (Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti) stima infatti una dispersione in atmosfera per la grande industria italiana di 2821 chilogrammi di mercurio…..di cui il 49% proviene da Taranto (cioè 1385 kg!!)

    link:
    http://www.peacelink.it/tarantosociale/a/21803.html

    Di fronte a tutto questo, ciò che lascia ancora più scioccati è il seguente dato:
    secondo alcune stime circa l’80% del mercurio immesso nell’ambiente deriva da fonti naturali (erosione delle rocce da parte degli agenti atmosferici e dei fiumi, vaporizzazione dalla crosta terrestre), il rimanente 20%, di origine antropica…
    (cioè solo in quel 20% c’è l’industria chimica, siderurgica, energetica, l’industria elettrica e infine
    l’industria di termometri e barometri).

    links:
    http://www.vialattea.net/esperti/chim/mercurio.htm
    http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/docs/2054.pdf
    (per il secondo, pagina 4)

    Ragazzi guardate che non dico e non dirò mai che nulla vada fatto…..anzi! Solo che mi permetterete di pensare che forse ci sono problemi più pressanti anche dal punto di vista ambientale nella nostra città che incentivare la sostituzione preventiva dei termometri a mercurio nelle case degli udinesi…..noo????

    Poi per l’amor del cielo, vogliamo essere in pace con noi stessi e prevenire? Possiamo anche dire: beh, comunque piuttosto che non fare niente è meglio farlo…E sia, facciamolo! Rimango fermo su un punto solo, il solito: dobbiamo sapere che ogni volta che terremo in mano un oggetto qualsiasi, ogni volta che consumeremo energia avremo fatto peggio che esserci misurati la febbre…

    Questo mio punto di vista, sia chiaro non è una critica a nessuno…semplicemente pensavo, dal momento che orbito (causa studi) nel settore dei processi industriali, che potevo dare una visione diversa e un pò più scientifica della questione affinchè il problema mercurio fosse meglio inquadrato e nella sua dimensione globale.

    Un saluto a tutti gli autori!

  11. Giorgio

    Carlo, sono d’accordo con te sul fatto che ci sono problemi molto più gravi di quelli causati dai termometri al mercurio. Con questo post non volevo negare importanza a tutto il resto, anzi. Volevo solo offrire un esempio di che cosa un Comune può fare concretamente in un ambito dove intervenire risulta molto difficile per un ente territoriale così periferico. I problemi che tu hai riportato sono tutti molto gravi. Credo anch’io che si debbano aumentare i controlli e forse pure inasprire i limiti di tolleranza. Ma in tutto ciò il Comune di Udine ha un ruolo a dir poco marginale: saranno Stato e Regioni ad essere maggiormente interessati di questo tipo di problemi, come è giusto che sia. Ecco allora perchè mi era venuto in mente che potesse svolgere altre attività utili che apportassero anch’esse risultati nello stesso senso.
    Detto ciò ti ringrazio molto per tutti i contributi (soprattutto tecnici) che ci hai fornito e spero di incontrarti ancora in giro per il blog. A presto!!

  12. Davide Vieni

    A dirla tutta, secondo me ogni tipo di risparmio o metodo corretto di smaltimento rifiuti fa brodo… spesso non si considera che le persone che si trovano ad avere un termometro a mercurio da buttare via non sanno come farlo e lo mettono con l’indifferenziato. Dunque meglio piuttosto fare un’iniziativa che magari non abbia incentivi, ma garantisca pur sempre la possibilità di smaltire facilmente queste cose.
    Un esempio è garantito dagli occhiali vecchi: i Lions hanno attuato un’iniziativa per cui in tutte le farmacie c’è un piccolo contenitore che raccoglie i vecchi occhiali e li smista in Africa.
    Ora, non dico, ovviamente di smistare in Africa i nostri termometri a mercurio, dico di usare lo stesso sistema per raccoglierli in modo più capillare sul territorio. Il costo di tale iniziativa sarebbe irrisorio e sicuramente il risultato ottenuto sarebbe di pregio, anche se non ridurrà in maniera rilevante l’inquinamento.
    A parer di chi scrive inoltre andrebbero migliorate anche le forme di raccolta di medicinali scaduti e pile, che sono si diffuse, ma non sempre visibilissime e pubblicizzate.

  13. Carlo Beltrame

    Quoto in pieno Davide: hai trovato il punto veramente importante di tutta la discussione. Ed in questo senso sì che il comune può e anzi deve fare molto è una campagna informativa sulle forme di raccolta differenziata per TUTTE le sostanze pericolose. E trovare il modo per raccoglierle rendendo la vita semplice al cittadino.

    Promuovere agevolazioni per chi ha materiale pericoloso da smaltire (vedi l’Amianto…).
    Il vero problema molto più vasto e cronico dei termometri è proprio il fatto che molti non sanno dove buttare determinate cose (pile, medicinali, termometri…..ma non solo! Anche cose che molti smaltiscono erronamente in maniera normale mentre possono risultare anche molto dannose per l’ambiente: contenitori di veleno per insetti, bombolette varie, detergenti che se immessi in grandi quantità in ambiente acquatico fanno innalzare il livello di azoto dell’acqua provocando la morte degli organismi acquatici….e attenzione perchè nella nostra stessa laguna ciclicamente crisi del genere ce ne sono a intervalli di pochi anni, ciclicamente…o ancora, banalmente, i vecchi elettrodomestici con i loro circuiti che se bruciati creano grossi danni…).

    Attenzione: il problema non credo sia risolvibile mettendo un cestino apposito per ogni categoria di inquinante. Bisogna trovare il modo di rendere la vita semplice a chi vuole smaltire rifiuti pericolosi…(quelli per pile e medicinali ci sono già e va bene così…anche perchè ci sono in gioco grossi volumi).

    Faccio l’esempio dell’amianto e simili: credo che sia ingiusto e ipocrita criminalizzare chi ne ha ancora nelle sue proprietà. I costi che il privato dovrebbe affrontare per liberarsi in maniera legale di quelle sostanza sono troppo alti praticamente per chiunque….ma 20-30 anni fa costruire con l’amianto era legale (perchè non si sapeva che)….è stato purtroppo uno sbaglio della società intera e deve essere a mio parere tutta la socità a pagare.

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